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mercoledì 31 maggio 2017

Accordo FI-PD sulla legge elettorale. Voto sempre più vicino



Durante l'incontro tra il Partito democratico e Forza Italia in merito alla riforma della legge elettorale, i capigruppo Dem e azzurri, Rosato, Zanda, Brunetta e Romani, hanno concordato - certifica una nota del gruppo FI alla Camera - un calendario dei lavori per le prossime settimane.Dunque oggi  verrà presentato in commissione Affari costituzionali a Montecitorio il maxiemendamento Fiano al testo base;  domani inizieranno le votazioni in Commissione; il nuovo testo base arriverà in Aula alla Camera il prossimo 5 giugno, e qui verrà approvato nel più breve tempo possibile; il testo licenziato dalla Camera arriverà al Senato, dove la nuova legge elettorale verrà approvata in modo definitivo entro la prima settimana di luglio". Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, dopo l'incontro col Pd sulla legge elettorale, ha dichiarato: "Con i colleghi del Partito democratico si è parlato della data della Camera. Andare in Aula il 5 e approvare la legge nei tempi previsti dal dibattito parlamentare, per poi passare al Senato e anche lì approvarla nel più breve tempo possibile", auspicabilmente "entro la prima settimana di luglio". "Per quanto ci riguarda, si può andare alle elezioni anche il 24 settembre", ha concluso il parlamentare azzurro. Matteo Renzi nel corso della direzione del partito, ha dichiarato: La legge elettorale "si vota nella prima settimana di luglio" . E poi ha aggiunto: "C'è una significativa convergenza, di Forza Italia, del M5S, di Sinistra Italiana, fino alla Lega per avere un sistema mutuato dall'esperienza tedesca. Il punto qualificante è che il sistema proporzionale ha il 5 per cento, elemento inamovibile del sistema tedesco" . L'altro elemento cardine è il nome scritto sulla scheda, ha aggiunto Renzi. Che però sull'accordo Pd-FI ha dichiarato: "Siamo contenti di questa legge elettorale? No. Non è la nostra legge elettorale". E ancora: "Il veto di un piccolo partito non può costituire un blocco" rispetto a un riforma di sistema, "se uno non capisce questo, non c'è nessuna polemica da fare. Così conclude l’intervista il segretario del PD.



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